Il punto della situazione: parte 5 – Arrivano i vaccini!

Il punto della situazione:

Parte 5 - Arrivano i vaccini!

di G.F.

Foto in evidenza caricata da CDC su Unsplash.com, disponibile a questo link. Foto rilasciata con licenza CC0.

1.   La fine della minaccia del lockdown.

Siamo arrivati alla fine del 2020 e in quel periodo salta particolarmente all’occhio la statistica dell’Istituto Superiore di Sanità fatta su 8.000 cartelle cliniche di pazienti registrati come deceduti da COVID, che spiega che l’età media dei pazienti deceduti è di 80 anni, che più del 60% dei morti erano persone con almeno 3 o più patologie pregresse molto gravi (parliamo di problemi cardiaci, respiratori e tumori) e che solo il 3% dei decessi registrati è effettivamente attribuibile al solo Covid [1].

In quel momento è un gran parlare della mortalità del COVID, che ormai si era capito essere inferiore al 2% nel suo complesso, in particolare sotto i 50 anni dove non arriva allo 0,3%. Siccome questi casi sono calcolati presumendo che tutti i pazienti registrati come decessi COVID siano morti a causa del SARS-CoV2, questa analisi entra a gamba tesa sul tasso di mortalità. E’ vero che i pazienti in questione rappresentano meno del 10% del totale, ma intanto questo mette in crisi l’idea secondo cui ogni deceduto positivo sia morto a causa del COVID (volendo per esempio ipotizzare che questi 8.000 pazienti siano rappresentativi dei 130.000 effettivi del tempo, questo avrebbe voluto dire che il tasso di mortalità del COVID avrebbe dovuto essere dello 0,02%).

Se si considera che la mortalità del vaiolo era del 30%, secondo le autorità è evidente che con un tasso di mortalità inferiore al 2% e con un virus estremamente mutevole sia necessario un vaccino… ovviamente sono ironico. Mi permetto di dissentire da qualsiasi autorità che si trovi allineata con questa posizione.

Vengono ostacolate in modo vergognoso tutte le potenziali alternative (come vedremo dopo) mentre vengono pompate le aspettative sul vaccino. In verità il primo ad essere approvato è quello russo, lo Sputnik V. Prontamente nel Settembre 2020 esce un articolo su The Lancet che analizza i risultati e rileva un’effettivo sviluppo anticorpale [3], mentre il mondo non si fida dei russi: piovono critiche incessanti (alcune anche giustificabilissime) su questo vaccino, bollandolo come “avventato” e “senza sufficiente sperimentazione” [4, 5], salvo poi gridare di gioia quando un paio di mesi dopo arriverà il Pfizer, anch’esso senza sufficiente sperimentazione, con trial deliberatamente mozzati su indicazione dell’EMA.

Nel trial di Pfizer mancano tutti gli esami relativi ai possibili effetti avversi legati a sviluppo di forme tumorali, interazioni col DNA umano e interazioni con gli altri farmaci [2, 6]:

Nel trial di Moderna, più o meno stessa storia [9, 10]:

Nei trial di AstraZeneca e Johnson and Johnson addirittura nemmeno sono nel sommario [11, 12, 15, 16]. In effetti questo tipo di trial non è assolutamente in grado di stabilire la pericolosità di questi farmaci e, a detta di Peter Doshi, non sono nemmeno in grado di stabilire se questi farmaci possono salvare vite [32].

D’altronde la sperimentazione di un vaccino vero non è solo la storia delle tre fasi da superare. Se fosse così basterebbero pochi mesi per avere un vaccino funzionante, sempre ammesso che il virus contro il quale è stato pensato non muti. Se si guarda alla storia, per ottenere dei vaccini efficaci e sicuri contro malattie molto meno mutevoli del COVID-19 ci sono voluti ben più che nove mesi. Per esempio gli studi per la vaccinazione contro la poliomielite sono iniziati nel 1908 ed hanno prodotto un vaccino efficace soltanto nel 1952 [19] (44 anni); per il papillomavirus la sintesi è iniziata nel 1991 e il prima generazione di vaccini si è resa disponibile solo nel 2006 [17, 18] quindi stiamo parlando di almeno 15 anni. Il vaccino contro la varicella ha richiesto ben 42 anni per essere messo a punto (dal 1953 al 1995) e tutt’oggi la durata dell’immunità conferita dal vaccino non è nota (alcuni sono ancora immuni mentre in altri l’immunità è scomparsa dopo pochi mesi dalla somministrazione) [20]; il vaccino contro l’HIV non è ancora stato messo a punto eppure le ricerche sono iniziate nel 1983. E la lista è lunga.

C’è da dire che i vaccini anticovid sono un prodotto diverso, infatti per stessa ammissione di Pfizer i vaccini ad mRNA sono più veloci da sviluppare perché richiedono soltanto la sequenza genetica virale per iniziare lo sviluppo [2].

Ma perché la necessità di andare così veloci?  La risposta è di natura economica, non sanitaria.

Immaginate quante persone sono risultate positive al COVID e per quante persone è stata necessaria l’ospedalizzazione. Per quanto esse siano numerose, rappresentano una piccolissima parte della popolazione mondiale, infatti ad oggi (inizio 2022) si possono contare circa 240 milioni di casi nel mondo, che confrontato con una popolazione di 8 miliardi di persone vale circa il 3% del totale. I decessi sono stati invece meno di 5 milioni, cioè lo 0,06% del totale. Anche nella remota ipotesi che tutti i positivi avessero avuto bisogno di cure, il costo delle cure non avrebbe superato i 50€ a testa, cioè 12 miliardi di € all’utente finale. Considerando anche una sola dose di vaccino (15 € allo Stato) l’idea di vaccinare tutta la popolazione implica una cifra ben superiore per ogni dose. Visto che siamo già alla terza dose con possibilità di richiesta di una quarta dose, potete immaginare quanto ghiotta sia questa opportunità. E quanto può essere ancor più ghiotta l’opportunità se oltre a tutto questo si riescono ad abbattere i costi annessi alle lunghe sperimentazioni? E se a questo aggiungiamo il fatto che i Governi avevano bisogno di una risposta a breve termine per contrastare l’immenso danno economico causato dai lockdown?

E’ abbastanza evidente quindi che un’implicita convergenza di interessi di varia natura è stata la responsabile della spinta verso questo tipo di vaccini. D’altronde non dovete pensare mai alle case farmaceutiche come delle benefattrici dispensatrici di progresso… sono pur sempre delle aziende private e quindi legate a logiche di profitto. Non dimenticatevi mai che per esempio Pfizer di recente si è beccata una multa per marketing fraudolento che è la più grossa di tutta la storia del settore farmaceutico (2,3 miliardi di dollari americani) [30].

Comunque, in definitiva pare che nessuno abbia voluto vedere gli effetti avversi dell’adozione di queste terapie sperimentali. In prima battuta gli effetti avversi sui pazienti. Certo, tutti i farmaci hanno effetti collaterali, ma proprio per questo limitare l’esposizione a potenziali effetti collaterali ad una cerchia ristretta di malati (cioè chi necessita di ospedalizzazione causa COVID) sarebbe stato decisamente più intelligente piuttosto che puntare su una vaccinazione di massa contro un virus che muta in modo molto efficiente, esponendo in questo modo gran parte della popolazione mondiale a quel tipo di effetti. In seconda battuta altro effetto avverso della vaccinazione di massa con un farmaco sperimentale è la crisi sanitaria che si ripercuoterà sui Governi successivi proprio a causa delle disabilità indotte nel medio-lungo periodo. Questi dovranno farsi carico della scelleratezza dei Governi attuali.

Breve parentesi: ho usato il termine “sperimentale” anche se la legge con un artificio non li considera tali. Infatti sono farmaci che hanno autorizzazione all’immissione in commercio condizionata (rilasciata anche a fronte di dati clinici incompleti): questi vaccini sono autorizzati alla vendita a condizione che i benefici derivanti dalla loro disponibilità immediata sul mercato superino il rischio legato all’incompletezza dei dati clinici. A quasi un’anno di distanza come vedremo nel prossimo articolo tutto questo è decisamente venuto meno, pertanto al di là delle seghe mentali dei burocrati siamo di fronte a delle terapie che non hanno rapporto rischio/beneficio realmente provato (mancano almeno 10 anni di dati) e quindi sono da considerarsi oggettivamente sperimentali. Poi vedremo anche come i dati siano tutt’altro che oggettivi ma non voglio anticipare niente.

Alla luce di tutto questo si può quindi immaginare quanto sia sciocco pensare che un vaccino realizzato in 9 mesi sia “efficace e supersicuro” e chi pensa che oggi siano cambiati i tempi, si sbaglia di grosso.

Detto questo, una volta reso disponibile il vaccino inizia la solita diatriba tra le posizioni evidentemente faziose della trattazione mainstream e le posizioni da fuori di testa dei complottisti. Gli unici ad avere posizioni sensate in quel momento non godono di risonanza mediatica e sono quei medici e quegli scienziati che nutrono dei dubbi sull’efficacia della vaccinazione di massa contro il COVID pur mantenendo le distanze dalle boiate dei complottisti.

Nel frattempo la Gran Bretagna, che secondo gli strateghi delle previsioni doveva restare senza farmaci entro il 2019, è il paese con la copertura vaccinale più alta d’Europa (AstraZeneca). Iniziano le inoculazioni anche nel resto d’Europa con i vaccini Pfizer e Moderna, a cui poi si aggiungeranno Johnson & Johnson e altri. Il mainstream ribadisce più volte che sono vaccini e che sono sicuri. Ma sono davvero così sicuri come dicono? più avanti vedremo meglio, ma intanto voglio insinuare il seme del dubbio nelle vostre menti mostrandovi i documenti con i quali i produttori e gli operatori si tutelano di fronte ai rischi annessi al farmaco [7, 8]:

Scudo penale per chi somministra la vaccinazione (DL44/2021) [7]:

Esclusione di responsabilità del produttore (Commissione Europea – APA)  [8]:

In buona sostanza in caso di effetti collaterali invalidanti o peggio ancora letali chi si fa inoculare la dose non può né denunciare penalmente il personale sanitario né fare causa ai produttori [27].

Inoltre, poiché non c’è obbligatorietà vaccinale, lo Stato non si assume nessuna responsabilità in merito e pertanto non sono previsti indennizzi (almeno al momento della firma dell’accordo tra gli Stati e Pfizer). Tutto questo per dire che visto che sono “supersicuri ed efficaci” la responsabilità viene scaricata su chi decide di farselo… furbi eh? Sono talmente sicuri che con una circolare il Ministero della Salute ha vietato la somministrazione del vaccino AstraZeneca al di sotto dei 60 anni [14]

2.   Bufale sui “vaccini”.

Purtroppo a fronte di questa campagna di vaccinazione sperimentale di massa, iniziano a manifestarsi le reazioni avverse. Le reazioni avverse non sono qualcosa di strano finché restano confinate a sintomatologia controllata… tuttavia “danni permanenti” e “morte” non dovrebbero rientrare tra gli effetti indesiderati, soprattutto quando il farmaco in questione viene assunto dalla stragrande maggioranza della popolazione. Quantomeno se si ha un effetto collaterale così importante il gioco deve davvero valerne la candela.

Posto che in medicina di “supersicuro” non c’è niente, facciamo un paragone con altri farmaci.

Il vaccino antinfluenzale è testato su una base di dati di svariate miliardi di dosi dal 1945 ad oggi e le reazioni avverse più gravi sono rarissime (meno di un caso su 10.000 vaccinati) [21]: solo in casi particolari, come ad esempio in caso di allergie alle proteine dell’uovo, si possono verificare reazioni importanti e shock anafilattici. Nei restanti casi il massimo delle reazioni avverse è qualche sintomo simil-influenzale.

Qui invece quando parliamo di reazioni avverse parliamo di cose allarmanti: trombosi, morti improvvise nel sonno, infarti, ischemie, sindromi invalidanti, paralisi, pericarditi e così via. Effettivamente i dati parlano chiaro: a fine Maggio 2021 la situazione riguardante gli effetti avversi della vaccinazione contro il Covid vedeva già più di 10.000 decessi sospetti in Europa a cui bisogna aggiungere più un 1.300.000 casi di altre reazioni, di cui più di 200.000 permanenti [22]

Ovviamente la trattazione mainstream spesso sostiene che “non c’è correlazione” come frase baluardo delle posizioni pro-covid-vax, ma vedremo questo aspetto nel settimo capitolo. Fa sorridere questa roba se si pensa che gli effetti di medio e lungo periodo oggi sono ignoti.

Ma la cosa che dovrebbe far riflettere è il dato pubblicato dall’AIFA relativo proprio alle reazioni registrate tra il 2001 e il 2013 di tutti i farmaci [28]:

La somma del numero di tutte le segnalazioni di reazioni avverse ai primi 30 farmaci in tabella nell’arco di 12 anni è meno della metà delle reazioni avverse segnalate in Italia nel solo 2021 per i vaccini anticovid (101.110 reazioni di cui circa 14.500 gravi [29]).

E’ vero che il confronto non è esatto perché mancano i volumi di assunzione dei farmaci e perché parliamo di sorveglianza passiva, ma serve soltanto per darvi un’indicazione dell’uso improprio della parola “sicuro” in riferimento ai vaccini anticovid.

Altra informazione inesatta è quella legata all’efficacia. Spesso avrete sentito dire che “il vaccino XXX ha un’efficacia del 95%” e sono sicuro che la maggior parte di voi pensi che questo significhi che su 100 dosi di vaccino, 95 persone saranno protette. Beh mi dispiace deludervi ma non è affatto così, ma per farvelo capire devo fare una piccola digressione.

Come si valuta l’efficacia di un vaccino? si costituiscono due gruppi di persone. Uno riceve una vera dose di vaccino (d’ora in poi chiamato gruppo dei trattati) mentre l’altro riceve un placebo (d’ora in poi chiamato gruppo di controllo), poi entrambi i gruppi vengono esposti al rischio e si confrontano i dati provenienti dai due gruppi. Si guarda poi il numero di pazienti sintomatici nel gruppo dei trattati (EER, acronimo di Experimental Event Rate) e nel gruppo dei placebo (CER, acronimo di Control Event Rate). La differenza tra i due numeri (CER-EER) si chiama ARR ed è il vero indicatore dell’efficienza del vaccino. Infatti l’ARR (acronimo di riduzione di rischio assoluto) rappresenta la percentuale di persone che non hanno contratto la malattia e sviluppato sintomi dopo la somministrazione del vaccino e che in assenza di quest’ultimo si sarebbero infettate.

Ecco, quelle percentuali mirabolanti di cui il mainstream ci infarcisce la mente non rappresentano l’ARR dei singoli vaccini ma l’RRR. L’RRR si calcola dividendo l’ARR per la % di persone del gruppo di controllo che ha manifestato i sintomi della malattia. L’RRR va a pesare l’efficienza sulla percentuale di pazienti che ha contratto la malattia nel gruppo di controllo.

Questo da luogo alle mirabolanti percentuali di “efficienza” che vengono vendute in televisione: per esempio Pfizer dichiarava un RRR del 95%, il che non significa affatto che il 95% delle persone vaccinate Pfizer non si ammala… se vogliamo avere una percezione di quante persone non si ammalano una volta vaccinate dobbiamo guardare l’ARR.

Ecco, un recente studio pubblicato su The Lancet fa esattamente la stessa critica per la divulgazione, sostenendo che in realtà non bisogna considerare soltanto il valore di riduzione di rischio relativo (RRR), ma anche l’ARR. Così mentre l’RRR di Pfizer è pari al 95%, il suo ARR è dello 0,9%.

Questo vuol dire che con la vaccinazione Pfizer la differenza tra i sintomatici del gruppo di controllo e del gruppo dei trattati è dello 0,9%, il che vuol dire che in sostanza il beneficio in questi termini riguarda solo lo 0,9% delle persone.

Moderna dichiara RRR=94% e ARR=1,4%; AstraZeneca dichiara RRR=67% e ARR=1,9% e così via [31].

Fa un altro effetto vista così eh…

Nei capitoli successivi vedremo anche altre caratteristiche.

3.   I toni mediatici e l’accoglienza.

Intorno a Gennaio/Febbraio del 2021 i toni nei media sono quelli di chi sminuisce degli eventi, come si può leggere negli articoli di giornale di quel periodo [23]. Tuttavia nel corso del tempo i casi aumentano a dismisura e con essi vacilla anche qualsiasi certezza mainstream.

La cosa che colpisce è la leggerezza con cui queste vaccinazioni sperimentali vengono inoculate. Già un vaccino collaudato, essendo un farmaco, esattamente come tutti gli altri farmaci avrebbe bisogno di un quadro clinico del paziente prima di essere somministrato. Ad esempio come ho menzionato prima, proprio quello antinfluenzale ha mostrato reazioni avverse in caso di ipersensibilità del paziente alle proteine dell’uovo, pertanto almeno avere la certezza di non rientrare in un paziente a rischio sarebbe cosa furba (ma giusto per evitare l’anafilassi che potrebbe essere fatale eh). 

Questi vaccini sperimentali invece vengono propugnati come unica soluzione disponibile e per questo nel corso del 2021 vengono inoculati in tutta fretta senza badare troppo all’anamnesi del paziente. E chiaramente essendo sperimentali gli effetti sono ben più che “indesiderati”. Basti guardare come titolano molto spesso i giornali dall’inizio del 2021 (ad esempio [25, 26]).

Ovviamente la narrativa pro-vax infierisce con frasi del tipo: “da ragazzi vi siete bevuti, fumati e fatti di tutto e adesso avete paura del vaccino?” oppure “guarda che anche la tachipirina da effetti collaterali e può essere fatale”. Solita tattica di buttare tutto nel calderone, ridicolizzare e usare frasi ad effetto che non nascondono una verità di fondo ma bensì una presa di posizione pregna di pregiudizi. Come abbiamo visto per esempio la tachipirina ha fatto registrare circa 500 reazioni avverse in 12 anni, non 100.000 reazioni in un anno… a buon intenditor poche parole.

“Io mi fido della scienza” diventa una delle frasi più diffuse del momento, ma è un concetto che ignora delle realtà ben più profonde. La scienza non è una sorta di divinità indipendente apolitica al di sopra di tutto e tutti che fa il bene dell’umanità, e non basta portare i dati per dimostrare cose. La scienza è più simile ad uno strumento di utilità collettiva. Un coltello è uno strumento utile quando viene messo nelle mani giuste per risolvere dei problemi, ma può all’occorrenza diventare un’arma nelle mani sbagliate.

Io mi fido del coltello, ma non mi fido a priori di chi lo usa e tra i migliaia di esempi della fondatezza di questo concetto vale al pena ricordare la storia della margarina.

La margarina viene inventata nel 1869 su necessità della marina francese di disporre di un’alternativa al burro per risolvere i problemi dell’irrancidimento, del prezzo e della salute. Nel 1909 la Procter & Gamble compra i diritti del brevetto e immette sul mercato un’alternativa vegetale molto economica che viene fortemente sponsorizzata dagli scienziati dell’epoca. Pian piano le raccomandazioni mediche sull’utilizzo della margarina al posto del burro diventano sempre più forti. Peccato però che dopo qualche decennio ci si rende conto della tossicità dei grassi idrogenati (contenuti nella margarina) in termini di fattore di rischio per malattie cardio-vascolari, oncologiche ed altro. Dopo decenni di studi e di raccolta dati alla fine alcuni scienziati riescono a dimostrare questo pericolo e i grassi idrogenati vengono banditi dai prodotti alimentari. 

Ecco, la scienza ha bisogno di tempo e dati e quelli che avete letto sopra sono dati. A fronte di questi dati le persone non dovrebbero mai fidarsi a priori di quello che gli viene detto, ma dovrebbero costruirsi un’opinione informata basata sui dati, perché la propaganda si basa sull’interpretazione faziosa (o sulla mancanza) di questi. Bisogna fidarsi della scienza, ma non bisogna fidarsi degli scienziati a prescindere.

Altro aspetto incredibile e decisamente agghiacciante del tempo è la tendenza a trattare le persone come fossero degli idioti che non possono capire. Come avrete sicuramente visto nella parte 3, le virostar in primis ma soprattutto la propaganda mainstream ha sempre dialogato con gli interlocutori come se avesse davanti dei cretini. Il fatto però che molte persone stiano manifestando il loro dissenso nei confronti di una narrazione unidirezionale e piena di buchi è la prova che non sono tali.

4.   Conclusioni.

I vaccini vengono venduti come unica soluzione percorribile e soprattutto come “soluzione al problema”. E questo avviene nonostante venga dimostrato che i dati sul COVID sono in realtà nebulosi nella loro sostanza. I trial di questi vaccini non sono da meno. L’EMA pur di approvare in fretta e furia qualcosa in via emergenziale ha portato i produttori a saltare molte parti cruciali nella sperimentazione. Il motivo è chiaramente sempre economico. Peraltro i Governi fanno accordi segreti con i produttori, rivelati solo in un secondo momento, in cui concordano prezzi altissimi dei vaccini e soprattutto scarico di responsabilità per le case farmaceutiche. Di li a poco si allineeranno anche i Governi che non si assumono alcuna responsabilità sui danni da vaccino e istituiranno uno scudo penale anche per gli operatori sanitari. Nel frattempo la disinformazione mainstream sul tema vaccini pullula e l’omertà sulle reazioni avverse cresce giorno dopo giorno. Il tutto viene propagandato con i soliti criteri di comunicazione a cui i totalitarismi ci hanno abituati nello scorso secolo.

Possiamo ora approfondire la prossima parte.

BIBLIOGRAFIA E FONTI

[1]   Istituto Superiore di Sanità (2020 – in costante aggiornamento), Caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’infezione da SARS-CoV-2 in Italia

[2]   Fernando P. Polack, Stephen J. Thomas, Nicholas Kitchin, Judith Absalon, Alejandra Gurtman, Stephen Lockhart, John L. Perez, Gonzalo Pérez Marc, Edson D. Moreira, Cristiano Zerbini, Ruth Bailey, Kena A. Swanson et al., for the C4591001 Clinical Trial Group (2020), Safety and Efficacy of the BNT162b2 mRNA Covid-19 Vaccine

[3]  Denis Y. Logunov, Inna V. Dolzhikova, Olga V. Zubkova, Amir I. Tukhvatulin, Dmitry V. Shcheblyakov, Alina S. Dzharullaeva et al (2020), Safety and immunogenicity of an rAd26 and rAd5 vector-based heterologous prime-boost COVID-19 vaccine in two formulations: two open, non-randomised phase 1/2 studies from Russia

[4]   Rainews (2020), Coronavirus, esperti su Nature: “Vaccino russo avventato”

[5]   Il Post (2020), Cosa non convince del vaccino russo

[6]    Pfizer (2020), A Phase 1/2, Placebo-Controlled, Randomized, Observer-Blind, Dose-Finding study to desribe the safety, tolerability, immunogenicity, and potential efficacy of SARS-CoV2 RNA vaccine candidates against COVID-19 in healthy adults – Pfizer protocol (2020)

[7]   Gazzetta Ufficiale (2021), Decreto Legge 44 del 1° Aprile 2021

[8]  Advance Purchase Agreement (APA) for the development, production, priority-purchasing options and supply of a successful COVID-19 vaccine for EU Member States. SANTE/2020/C3/043 – SI2.838335

[9]  Lindsey R. Baden, Hana M. El Sahly, Brandon Essink, Karen Kotloff, Sharon Frey, Rick Novak, David Diemert, Stephen A. Spector, Nadine Rouphael, C. Buddy Creech, John McGettigan, Shishir Khetan et al., for the COVE Study Group* (2021), Efficacy and Safety of the mRNA-1273 SARS-CoV-2 Vaccine

[10]   Moderna (2020), Protocol mRNA-1273-P301

[11]  Merryn Voysey, Sue Ann Costa Clemens, Shabir A. Madhi, Lily Y. Weckx, Pedro M. Folegatti, Parvinder K. Aley, Brian Angus, Vicky L. Baillie, Shaun L. Barnabas, Qasim E. Bhorat, Sagida Bibi, Carmen Briner, Paola Cicconi, Andrea M. Collins, Rachel Colin-Jones, Clare L. Cutland, Thomas C. Darton, Keertan Dheda, Christopher J. A. Duncan, Katherine R. W Emary, Katie J. Ewer, Lee Fairlie, Saul N. Faust, Shuo Feng, Daniela M. Ferreira, Adam Finn, Anna L. Goodman, Catherine M. Green, Christopher A. Green, Paul T. Heath, Catherine Hill, Helen Hill, Ian Hirsch, Susanne H. C. Hodgson, Alane Izu, Susan Jackson, Daniel Jenkin, Carina C. D. Joe, Simon Kerridge, Anthonet Koen, Gaurav Kwatra, Rajeka Lazarus, Alison M. Lawrie, Alice Lelliott, Vincenzo Libri, Patrick J. Lillie, Raburn Mallory, Ana V. A. Mendes, Eveline P. Milan, Angela M. Minassian, Alastair McGregor, Hazel Morrison, Yama F. Mujadidi, Anusha Nana, Peter J. O’Reilly, Sherman D. Padayachee, Ana Pittella, Emma Plested, Katrina M. Pollock, Maheshi N. Ramasamy, Sarah Rhead, Alexandre V. Schwarzbold, Nisha Singh, Andrew Smith, Rinn Song, Matthew D. Snape, Eduardo Sprinz, Rebecca K. Sutherland, Richard Tarrant, Emma C. Thomson, M. Estée Török, Mark Toshner, David P. J. Turner, Johan Vekemans, Tonya L. Villafana, Marion E. E. Watson, Christopher J. Williams, Alexander D. Douglas, Adrian V. S. Hill, Teresa Lambe, Sarah C. Gilbert, Andrew J. Pollard, on behalf of theOxford COVID Vaccine Trial Group (2021), Safety and efficacy of the ChAdOx1 nCoV-19 vaccine (AZD1222) against SARS-CoV-2: an interim analysis of four randomised controlled trials in Brazil, South Africa, and the UK

[12]   Oxford Vaccine Group (2021), Global Statistical Analysis Plan for the combined integrated analysis of studies of ChAdOx1 nCoV-19 (AZD1222) vaccine – AstraZeneca protocol

[13]   Foglietto illustrativo Vaccino AstraZeneca

[14]    Circolare ministero della Salute, 7 aprile 2021

[15]   Jerald Sadoff, Glenda Gray, An Vandebosch, Vicky Cárdenas, Georgi Shukarev, Beatriz Grinsztejn, Paul A. Goepfert, Carla Truyers, Hein Fennema, Bart Spiessens, Kim Offergeld, Gert Scheper et al., for the ENSEMBLE Study Group* (2021), Safety and Efficacy of Single-Dose Ad26.COV2.S Vaccine against Covid-19

[16]   Johnson & Johnson (2021), A Randomized, Double-blind, Placebo-controlled Phase 3 Study to Assess the Efficacy and Safety of Ad26.COV2.S for the Prevention of SARS-CoV-2-mediated COVID-19 in Adults Aged 18 Years and Older  – J&J Protocol

[17]   John T. Schiller & Philip Davies (2004), Delivering on the promise: HPV vaccines and cervical cancer 

[18]  Gian Vincenzo Zuccotti & Chiara Mameli (2015), I vaccini contro HPV: evoluzione e prospettive

[19]  Paul A. Offit (2007), The Cutter Incident: How America’s First Polio Vaccine Led to the Growing Vaccine Crisis

[20]  Sandra S. Chaves, Paul Gargiullo, John X. Zhang, Rachel Civen, Dalya Guris, Laurene Mascola & Jane F. Seward (2005), Loss of Vaccine-Induced Immunity to Varicella over Time

[21]   Infovac.ch

[22]    Banca dati europea delle segnalazioni di sospette reazioni

[23]   Ansa (2021), Norvegia ,23 morti ‘legate alla vaccinazione’. Pfizer: ‘su decessi dati non allarmanti’

[24]   Affariitaliani (2021), Vaccino AstraZeneca ai vigili urbani di Roma, raffica di effetti collaterali

[25]  Ansa (2021), Camilla Canepa soffriva di una malattia autoimmune

[26]   La Nazione (2021), Ictus 9 giorni dopo il vaccino: Irene ancora in coma, ma non è più in pericolo di vita

[27]  MacKenzie Sigalos – CNBC (2020), You can’t sue Pfizer or Moderna if you have severe Covid vaccine side effects. The government likely won’t compensate you for damages either

[28]   AIFA (2013), Andamento delle segnalazioni di sospette reazioni avverse in Italia dal 2001 al 2013

[29]   AIFA (2021), Nono rapporto sulla sorveglianza dei vaccini COVID-19

[30]   Department of Justice – Office of Public Affairs (2009), Justice Department Announces Largest Health Care Fraud Settlement in Its History – Pfizer to Pay $2.3 Billion for Fraudulent Marketing

[31]   Piero Olliaro, Els Torreele & Michel Vaillant (2021), COVID-19 vaccine efficacy and effectiveness—the elephant (not) in the room

[32]  Peter Doshi – The BMJ (2020), Will covid-19 vaccines save lives? Current trials aren’t designed to tell us

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